Daniele dice addio al letto in un parcheggio: “Ho rischiato di morire per il freddo

Daniele

Daniele dice addio al letto in un parcheggio: “Ho rischiato di morire per il freddo

Una separazione difficile può distruggere la tua vita, anche se sei un uomo che lavora, abituato a essere indipendente e a parlare poco dei tuoi problemi agli altri.

La storia di Daniele, quarantenne di Torino, è simile a quelle che mi hanno raccontato altri uomini che sono passati dalla Casa dei Padri Separati, un appartamento che mette insieme persone con un presente complicato aiutandole a ricostruire pezzo per pezzo la propria esistenza.

La storia di Daniele comincia nel 2017, quando la relazione con la sua compagna e madre dei suoi due figli finisce. A Daniele viene chiesto di allontanarsi,

un giudice gli impone di pagare un mantenimento di 650 euro al mese: “Non ho mai mancato un mese – mi racconta – perchè sono disposto a fare sacrifici per i miei figli, ma in questo momento ho bisogno di aiuto perchè non ce la faccio più”.

Una neve leggera e sottile scende e si infila nelle grate che sono l’unica fonte di luce in questo luogo scuro, dalle pareti di cemento ricoperte di tag e scritte sui muri con la bomboletta spray.

La temperatura è di 2 gradi sopra lo zero, sono passate da poco le 8.30 del mattino e a breve il supermercato riaprirà. E’ l’ora in cui gli invisibili che dormono in questo posto scompaiono,

lasciandosi dietro materassi e scatole di cartone raccolte ordinatamente per proteggere il giaciglio sul quale hanno passato la nottata.

 Fa troppo freddo e stanotte ho avuto paura di morire. Sono contento che da oggi non dormirò più qui“.

Prima di andare via per sempre Daniele mi racconta che negli ultimi mesi ha dormito sempre all’aperto. Con le 350 euro al mese che gli rimangono dello stipendio non riesce a trovare una stanza in affitto, un posto qualsiasi che sia caldo.

Ha scovato questo parcheggio dopo aver passato qualche nottata al dormitorio “che è un posto difficile, non sai mai quello che ti può succedere”.

Qui ha incontrato Marcelo, un altro padre, questa volta migrante economico dalla Romania, che lavora in nero come muratore e spedisce i soldi alla moglie e ai tre figli che vivono in un paesino vicino a Bacau.

“Io non ho problemi di soldi – mi spiega Marcelo – ; ma qui nessuno affitta a un rumeno. Vivo in questo parcheggio da 9 mesi“.

E’ stato Marcelo a prestare materassi e coperte a Daniele. Prima di separarci gli chiedo se moglie e figli sanno che vive in queste condizioni: “No – mi risponde lui – non lo sanno”.

Neanche i figli di Daniele sanno che lui vive così, “ma un giorno glielo dirò – mi dice Daniele – perchè voglio che imparino a non cadere in basso come sono caduto io”.

In questo momento però è il futuro prossimo a contare di più, perchè è arrivato Luigi Ronzulli, della Casa dei Padri Separati.

Si accendono le luci del parcheggio e le famiglie iniziano ad arrivare per la spesa. Così ce ne andiamo da quel posto senza voltarci indietro nemmeno una volta.

Daniele non è mai stato nella casa ; la sua emozione quando entra è grande e si entusiasma per il riscaldamento, per il letto fatto, per la lavatrice.

“Qui potrà ricominciare – mi dice Luigi Ronzulli – e come gli altri che sono passati qui un giorno sarà pronto a riacquisire la sua autonomia e aiutare gli altri che come lui, per un breve periodo di tempo, hanno bisogno di un sostegno”.

 

 

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