In arrivo un nuovo lockdown totale? Ecco i pareri degli esperti

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In arrivo un nuovo lockdown totale? Ecco i pareri degli esperti

la circolazione della variante inglese del Covid-19 nel nostro Paese sta preoccupando sempre più gli esperti, i quali, tuttavia, appaiono divisi sulle misure da adottare.

Variante inglese: quali misure adottare?

Al momento, per evitare un innalzamento della curva epidemiologica, si prospettano due strade; la prima è quella che in molti temono, ovvero lockdown totale, con conseguente chiusura di tutte le attività e delle scuole.

La seconda soluzione, invece, sembra quella di velocizzare la campagna di vaccinazione, diminuendo così la pressione sugli ospedali.

Gli esperti favorevoli al lockdown

Il primo a favore di un nuovo lockdown è Walter Ricciardi, il consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza:

Il lockdown deve durare il tempo necessario a tornare a questo dato di incidenza. Possono essere due, tre, quattro settimane, dipende quando si raggiunge l’obiettivo, che è quello di limitare la circolazione del virus al di sotto dei 50 casi ogni 100mila abitanti.

Anche Andrea Crisanti, professore di microbiologia dell’Università di Padova si trova d’accordo sulla chiusura totale:

Il 20% dei contagiati presenta la variante inglese e la percentuale è destinata ad aumentare. Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai. Serve un lockdown duro subito per evitare che la mutazione inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele. E neanche zone arancioni, va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti.

Massimo Galli, direttore di Malattie infettive presso l’ospedale Sacco di Milano, ha sottolineato la pericolosità delle nuove varianti:

Le nuove varianti portano sicuramente più infezioni e più problemi. E purtroppo la conclusione non può che essere la soluzione paventata dal prof. Ricciardi. Il sistema della divisione dell’Italia a colori non sta funzionando. E la prova è nei fatti.

A spingere verso la chiusura è anche la Fondazione Gimbe che, attraverso le parole del presidente Nino Cartabellotta, auspica si decida per un lockdown totale:

Un lockdown totale per due settimane farebbe abbassare la curva per poter riprendere il tracciamento.

Gli esperti contrari al lockdown

Il virologo Roberto Burioni desidera puntare sulla vaccinazione, evitando un’ulteriore chiusura:

Che i lockdown servano solo a guadagnare tempo mi pare ovvio; l’importante è usare bene il tempo guadagnato. In primavera eravamo costretti a impiegarlo per costruire reparti di rianimazione, adesso fortunatamente possiamo utilizzarlo per vaccinare a più non posso. Muoviamoci.

Allo stesso modo, anche Francesco Vaia, dell’Istituto Spallanzani di Roma, sembra non volere un inasprimento delle attuali misure:

Non si tratta di aggravare le misure anti-Covid, ma di applicare con severità le misure che abbiamo. Un lockdown severo non serve, ma occorrono chiusure chirurgiche. Voglio dire un no netto e chiaro all’utilizzo delle varianti come ‘clava politica’. La scienza sia sempre libera da interessi economici e politici.

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, ha sottolineato come la soluzione del lockdown totale possa essere ideale dal punto di vista scientifico, ma poco accettabile dal punto di vista sociale.

 

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