Diabete: Addio agli infarti nei diabetici, ecco la cura

Diabete: Protagonista un bimbo di soli 5 anni che, per la sua precisione e la sua dedizione alle regole, potrebbe tranquillamente averne qualcuno in più.

Tutto è iniziato come un tranquillo e normalissimo viaggio in auto di un padre con suo figlio.

Ai bambini non sfugge nulla.

Così si può sintetizzare il singolare episodio che stiamo per raccontarvi; ambientato in Germania, nella città bavarese di Wurzburg, e diffuso sui social dalla polizia locale.

Una terapia a base di uno specifico batterio intestinale buono potrebbe avere un ruolo nella gestione del diabete e di altre problematiche cardio-metaboliche come il sovrappeso; il fegato grasso o il colesterolo alto, aiutando, di fatto, a ridurre il rischio cardiovascolare e di infarto.

Lo suggerisce il primo studio clinico specifico per verificare l’efficacia di un certo batterio intestinale – ‘Akkermansia muciniphila’ – su individui obesi e/o con diabete non ben gestito. Il lavoro e’ stato pubblicato sulla rivista Nature Medicine dal team di Patrice Cani dell’Universita’ Cattolica di Lovanio.

Addio rischio Infarto nei diabetici: Scoperta la terapia salva vita. Come funziona

Partendo da questi dati preclinici gli esperti hanno arruolato 32 individui obesi e/o con diabete ed hanno somministrato per tre mesi a parte di loro dosi di Akkermansia muciniphila pastorizzato o vivo; agli altri un placebo.
Gli esperti si sono accorti che il batterio; ma solo se preso in forma pastorizzata – e’ efficace nel ridurre l’insulino-resistenza e aumentare la sensibilita’ all’insulina; nonche’ favorisce una moderata perdita di peso.
“Si tratta di uno studio molto interessante – commenta all’Ansa Francesco Purrello, presidente della Societa’ Italiana di Diabetologia e ordinario all’Universita’ di Catania – che ha una potenziale ricaduta clinica di enorme importanza.

Sarebbe possibile per esempio – spiega il diabetologo – con questa metodica cercare di arginare il rischio di soggetti obesi ed insulino-resistenti di progredire verso il diabete vero e proprio.

Questi soggetti, definiti con pre-diabete, solo in Italia si stima che siano piu’ di un milione.

“E’ noto da tempo – conclude – che la flora batterica intestinale ha una grande importanza nel regolare il metabolismo di zuccheri e grassi. In particolare, il batterio utilizzato in questo studio pilota aveva dimostrato di ridurre in modelli animali la ‘leptina’ (ormone che regola l’appetito) ed altre proteine coinvolte nel metabolismo di grassi e zuccheri e nei processi infiammatori. Adesso queste evidenze sono state ottenute sull’uomo.

Un passo avanti significativo, pubblicato su una rivista di grande prestigio scientifico”.

 

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