Storie e leggende metropolinate

Mamma: Cara mamma, ti scrivo una lettera che non potrai mai leggere.

Mamma: Penso che tutti portiamo una data nel proprio cuore, che sia significativa per qualcosa di positivo o meno, abbiamo tutti un giorno che non scorderemo mai. Una delle date che porto con me è quella di oggi, di esattamente 5 anni fa.

Sono passati cinque anni da quando il riferimento più grande della mia vita non è più con me, ad accarezzarmi il viso, a tenermi la mano e ad amarmi, come mai nessuno ha fatto o farà.

L’amore di una madre e per una madre, è la più grande forma di amore in assoluto!

 

Cara mamma,
questa non sarà una lettera che potrò consegnarti o che mai leggerai ma non importa. Sono qui per dirti che la Rachele di cinque anni fa è cresciuta, non è più una bambina e ha preso le armi della luce che tu stessa le hai chiesto di prendere per farsi forza. Eccomi qui dolce mamma, combatto ogni giorno, affrontando problemi e situazioni come tu le hai chiesto, sorridendo. Sono diversa dai ragazzi e le ragazze che mi circondano, loro credono che la vita sia un’interrogazione, un sabato sera, un ragazzo che ti lascia, o una qualche altra futilità.

Esiste amore più grande di quello per una madre?

Io no mamma, io sono diversa, ed è solo e unicamente grazie a te. Ho imparato che la vita è altro,  a non dipendere da niente e nessuno. E che non importa se una persona ti ferisce un giorno, perchè proprio dietro l’angolo ce n’è una pronta a consolarti. Che l’amore, quello vero, quello puro, quello sincero, sei stata solo tu in grado di donarmelo, anche se solo per breve tempo.

La mamma è quella persona che vedendo che i pezzi di torta sono quattro e le persone sono cinque, dice che i dolci non le sono mai piaciuti.
(Tenneva Jordan)

Non importa quanto tempo sei rimasta con me, mi hai dato più di chiunque altro. Anche se sarò affiancata da te fisicamente nelle scelte che prenderò, non sarai tu a tenermi la mano, e non sarai tu a consolarmi ogni qual volta ne avrò bisogno. Non ci sarai tu fisicamente, ma ci sarai lo stesso. Sei qui mamma, sei con me.

(“E lasci in giro il tuo profumo, come a dirmi ‘io ci sono’, come a dirmi ‘sarò sempre qua’.”) Ti ho fatto una promessa quel 15.03.2010, una promessa importante ed è solo grazie a te e a quella promessa che sto andando avanti. Mi impegno a essere forte, a splendere, solo e unicamente per te. I miei amici credono che io sia una persona molto forte, a volte l’unica che conoscono, in grado di superare qualsiasi cosa. In realtà non hanno mai conosciuto te mamma. La mia mamma che ha sconfitto ogni paura, dolore, sofferenza e morte. Hai vinto la morte mamma, lo sappiamo bene entrambe. Ti sei affidata a Dio, hai creduto nella sua misericordia, nel suo amore, hai creduto e “la tua fede ti ha salvata”. “Oh morte dov’è la tua vittoria?”. Adesso mamma, come sempre, sono fiera di essere tua figlia.

Lettera

La gente mi ferma, mi guarda e mi dice ‘tu sei la figlia di Fiorenza?’, e io rispondo di sì. La gente si ricorda di te mamma, e tutti dicono che tu sia stata una donna molto forte, ed una mamma meravigliosa. Sono la tua figlia più piccola, ho passato meno tempo con te, e a stento ricordo la tua voce. Ma mamma, stai tranquilla, sei qui lo stesso, sei in ogni momento della mia vita, in ogni cosa, in ogni pensiero. Tu sei in me.

“Mamma”, la parola più bella sulle labbra dell’umanità.
(Khalil Gibran)

Non ho bisogno di sentirmi dire ‘questo non lo devi fare, e questo sì’. I valori che tu e papà mi avete trasmesso valgono più di una qualsiasi parola. E quindi mamma scusa se a volte penso di non farcela, se chiedo una tregua a tutto, scusa se piango e scusa se lo sto facendo anche adesso.

Ma mamma, mi manchi, mi manca sentire la tua mano sul mio viso, mi manca essere ‘la tua bambina’, e mi manca darti quei meravigliosi abbracci. Sono gesti che i miei amici ritengono scontati per i propri familiari. Sappi solo che questo non permetterà di farmi abbattere, assolutamente. Ho imparato a lottare, e continuerò a farlo. Si avvicina la Pasqua, Dolce e meravigliosa mamma, io splenderò per te.

La tua bambina”

Rachele

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