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Omocisteina: l’esame contro l’infarto che non viene prescritto dai medici

Il valore dell’omocisteina è un vero campanello d’allarme che potrebbe metterci in guardia per tantissime patologie, e tanti sono inoltre i fattori che concorrono ad aumentarla.

Tutti conoscono il colesterolo ma quanti di voi hanno mai fatto negli esami di routine il conteggio dell’omocisteina?

Esame raccomandato solo in stato di gravidanza, per chi soffre già di problemi vascolari e cardiaci, osteoporosi e sindrome metabolica?

Forse una prevenzione così facile porterebbe ad un tracollo economico sotto il punto di vista medico e delle visite?

Impariamo a conoscere questo esame, e capire che è un vero SALVA VITA ed un parametro importante.

L’omocisteina non fa solo male al cuore, e se leggiamo gli ultimissimi articoli di PubMed,

la enciclopedia scientifica più aggiornata, rimarremo a bocca aperta, perplessi sul perché un semplice esame non venga prescritto.

Una delle cause maggiori di invalidità e di morte in Italia è dovuto a trombosi arteriosa

e venosa più di 400.000 casi, diagnosticabili per tempo con l’esame dell’OMOCISTEINA, per non parlare della “semplice” depressione.

Che cosa è l’OMOCISTEINA

L’omocisteina è un aminoacido non proteico prodotto dal metabolismo della

metionina un aminoacido solforato essenziale che viene introdotto nel nostro organismo con la dieta, più dannosa dello stesso colesterolo ed è dal 1995 che lo sanno tutti gli scienziati.

Per la sua trasformazione entrano in gioco tantissimi componenti, risultando sostanze essenziali per la riduzione dei livelli plasmatici di questo amminoacido.

Diverse vitamine del gruppo B, quali l’acido folico (vitamina B9), la cianocobalamina (vitamina B12), la piridossina (vitamina B6), la riboflavina (Vitamina B2), la betaina e lo zinco.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) considera fino a 13 micromoli per litro (μmol/L)

un valore ematico normale, pertanto si parla di omocisteina alta quando si misurano

nel sangue concentrazioni superiori a 13 μmol/L negli uomini adulti, superiori a 10,1 μmol/L per le donne e superiori a 11,3 μmol/L nei ragazzi di età inferiore ai 14 anni.

 

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